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Storia e Sviluppo dello Stato in Medio Oriente: Dal Colonialismo al Ritorno del Califfato

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Ricci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università per stranieri di Siena
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Mauro Moretti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

Questa tesi verte sulla questione della creazione di Stati nazionali su modello Occidentale in Medio Oriente, in seguito alla spartizione tra Inghilterra e Francia dello sconfitto Impero Ottomano al termine della Prima Guerra Mondiale. Si è poi analizzata la storia contemporanea di questi Stati per capire se il modello statale occidentale abbia o no funzionato in una regione geografica che ha avuto una storia diversa da quella del mondo occidentale. L'ultimo capitolo è invece indirizzato allo studio del sedicente "Stato Islamico", si vedrà dunque cosa si intende nella teoria come Stato Islamico e se l'esperienza dello Stato Islamico di Siria e Iraq rispetta questa visione o se invece è anch'esso risultato di ormai radicate idee occidentali.

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7 Introduzione In generale, seguendo un modo occidentale di pensare che possiamo far risalire fino alla pace di Westfalia, la quale “ha portato alla nascita di un sistema internazionale basato su una pluralità di Stati indipendenti” (Cassese, 2006, p. 33), quando si pensa ad una lingua è inevitabile collegarla con una specifica realtà nazionale i cui locutori sono insediati in una porzione geografica ben definita. D’altronde, ogni lingua ha già insito nel proprio significante un’individuazione geografica ben precisa; così l’italiano è la lingua dell’Italia, il francese della Francia, il tedesco della Germania e così via. Ad un secondo e più approfondito sguardo, però, si nota che alcune lingue sconfinano da situazioni statuali geograficamente distinte e con le quali esse non possono essere identificate e solo con molta difficoltà fatte risalire ad uno Stato ben preciso. Tra queste si trova la lingua franca dei nostri giorni, l’inglese, che è oggi la lingua parlata in tutto il mondo. L’inglese, la lingua dell’Inghilterra, è presente in ogni dove per via dell’imponente opera di colonizzazione di cui gli inglesi furono fautori dal sec. XVI fino al sec. XX, che ha visto raggiungere, nel 1912, sotto il dominio inglese fino ad un quarto delle terre emerse (Fromkin, 1989). Il predominio della lingua inglese continua oggi, nonostante la fine dell’impero britannico, a causa dell’egemonia economica e politica che gli Stati Uniti hanno assunto nel corso del secolo scorso e che mantengono fino ad oggi. La lingua di questi colonizzatori, però, non si è mai sostituita completamente a lingue e dialetti autoctoni, che rimasero, pur tuttavia in uno stato di secondaria utilità, sempre vive. Specularmente, l’inglese è rimasto sempre dipendente da grammatiche e regole linguistiche solo ed esclusivamente provenienti dalla Madre Patria. Lo stesso ragionamento può essere applicato alle altre lingue dei colonizzatori europei: francese, spagnolo, portoghese. Al contrario, uscendo fuori dal contesto europeo ed analizzando regioni che hanno attraversato una storia completamente diversa, una lingua come l’arabo che si posiziona al quarto posto per locutori con un totale di 295 milioni di parlanti in 57 Stati diversi (Simons, et al., 2017) e che, nonostante sia stata anch’essa lingua di colonizzatori in Africa e Asia dal sec. VII al sec. XII, non trova in un unico Stato la sua guida linguistica, né il suo nome è capace di evocare un luogo di riferimento per sé stessa; la definizione di “lingua d’Arabia” risulterebbe infatti riduttiva e non può trovare, oggi, un’entità statuale unica di identificazione. Infatti, prendendo in considerazione la regione geograficamente definita Arabia, vi si trovano ben 6 Stati diversificati politicamente, religiosamente e socialmente 1 . Sarebbe forse più corretto quindi definire, in questo caso, la lingua araba come la lingua degli arabi, ovvero degli abitanti dei 22 Stati diversi tra Africa e Medio Oriente che riconoscono la lingua 1 Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Yemen. Essi oltre a ad avere forme di governo diverse, hanno avuto storie separate e diversificate. Inoltre, non meno importante è che al loro interno sono presenti devoti delle diverse correnti dell’Islam (sunniti, sciiti e ibaditi).

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Parole chiave

asia
medio oriente
storia contemporanea
colonialismo
decolonizzazione
stato moderno
stato-nazione
califfato
stato islamico
vicino oriente

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