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Comparazione delle traduzioni del romanzo ''Uno studio in rosso''

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Arianna D'andrea Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 267 click dal 11/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Arianna D'andrea

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17 ipotizzare i fatti antecedenti e di conseguenza i sospettati principali. Bisogna anche dire che a quel tempo, il progresso scientifico ebbe una svolta, nel senso che acquisì una certezza e una validità avute mai prima d’ora. Divenne una disciplina basata su esperimenti empirici, e medici e biologi dimostrarono come il mondo procedesse secondo regole e leggi scientifiche rigide 4 . Conan Doyle riuscì a caratterizzare il suo personaggio principale dotandolo di capacità e intelligenza logiche eccezionali, ma forse non si rese conto della rivoluzione che un semplice investigatore fittizio avrebbe provocato nel mondo reale. Come affermò un esperto, il dottor Edmond Locard, capo del laboratorio scientifico della polizia di Lione, nello studio Poliziotti di romanzo e di laboratorio: “Sostengo che un esperto di polizia o un magistrato inquirente, non si accorgerebbe di sprecare il proprio tempo se leggesse questi romanzi...” 5 Oltre allo spirito di osservazione straordinario di Sherlock Holmes, anche la sua scrupolosa attenzione ai dettagli più particolari lo porta ad indovinare sempre il colpevole del reato. Infatti, Sherlock è stimolato dai casi più anomali e che presentano caratteristiche bizzarre. Questo perché, come afferma più volte e in varie occasioni “Spesso, il delitto più banale è il più incomprensibile proprio perché non presenta aspetti insoliti o particolari, da cui si possano trarre delle deduzioni.” 6 Che sia una parola scritta in tedesco col sangue sulla scena del crimine, o un’associazione formata da persone dai capelli rossi, Sherlock riesce sempre a scovare il motivo che soggiace dietro alle prerogative più atipiche, e di conseguenza il colpevole. Un fatto interessante di questo personaggio è dato dal fatto che come già ho accennato prima, annoiò dopo solo un romanzo il suo creatore, il quale non capiva perché tanta gente lo trovasse così avvincente. In un secondo tentativo di vendetta, visto che il primo dell’omicidio non aveva funzionato, Doyle decise di fare l’investigatore lui stesso e umiliarlo. Oltre a capire come nella vita reale fosse ben diverso risolvere un caso rispetto a un romanzo, questa esperienza fu utile in quanto lo portò a “riconciliarsi con il personaggio, riconoscendosi in qualcosa di costui o 4 G. Cheshire, Life & Times, in The Memoirs of Sherlock Holmes, Harper Collins, Londra, 2016, p. vii (I ed. 1894) 5 del Buono per introduzione a A. Conan Doyle, Uno studio in rosso, cit. p. 8 6 A. Conan Doyle, A study in scarlet, 1887
Estratto dalla tesi: Comparazione delle traduzioni del romanzo ''Uno studio in rosso''