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Psicofisiologia delle abitudini nelle attività motorie

Estratto della Tesi di Giovanni Antonelli

Estratto dalla tesi: Psicofisiologia delle abitudini nelle attività motorie
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comportamenti risiede nella piacevolezza che attribuiamo loro sulla base della moda o 
di cattive abitudini contratte, non sarà così difficile come sembra disabituarci ad essi 
ed abituarci ad altri salutari o corretti e virtuosi, dal momento che “abitudini contrarie 
possono mutare i nostri piaceri e farci trovare gusto a ciò che è necessario alla nostra 
felicità, o vi può condurre” (Locke; Saggio sull’intelletto umano, 1690). Locke 
concede che per correggere tutto ciò, è necessario darsi molto da fare, ma è convinto 
non solo che sia in nostro potere, ma che, una volta che ne siamo diventati consapevoli, 
saremo colpevoli se non agiremo di conseguenza. 
Una delle problematiche affrontate è poi quella delle abitudini passive ed attive, cioè 
il fatto di diventare “Minuziosi osservatori” di quanto ci accade o avviene intorno a 
noi, coerentemente con il principio della legge inversa dell’abitudine, per il quale, non 
appena il sentimento decresce d’intensità, la facoltà del giudizio si raffina e l’individuo 
può discernere i particolari di quanto sta vivendo. Tuttavia, come ha mostrato con 
sottigliezza Ravaisson, il quale ha fornito una tra le spiegazioni più complete della 
doppia legge dell’abitudine, è proprio la variabile dell’attenzione a inclinare 
un’abitudine verso la passività o verso l’attività. Nel primo caso, l’assenza di 
ragionamento e di osservazione produce il prevalere dell’ottundimento sensoriale, 
mentre nel secondo la presenza dell’attività giudicante guida l’individuo verso il 
raffinamento delle sue percezioni sensoriali e gli consente di governare meglio i 
processi su cui si fonda la ripetizione. In forza di ciò, l’esteta in grado di osservare 
minuziosamente i propri atti e le situazioni in cui si trova a vivere è simile 
all’intenditore di vini che educa il proprio palato grazie a una serie di assaggi che non 
mettono a repentaglio la sua sobrietà e non lo riducono nelle condizioni in cui versa 
l’ubriaco, consumatore passivo delle medesime bevande alcoliche (Ravaisson; Essai 
sur la “Metaphysique” di Aristotele, 1837). 
Con il passare del tempo è diventato più noto il fatto che l’abitudine si conferma 
double-face: percettiva (si pensi al giudizio con cui riconosciamo un oggetto 
familiare), sull’altro l’indifferenza che accompagna tale attività, rendendo possibile 
l’errore, sancendo cioè la superficialità che distoglie dai giudizi sottostanti 
quell’indifferenza, e di cui non ci rendiamo letteralmente più conto (il riconoscimento 
è automatico, inavvertito) (Piazza, 2018).

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Psicofisiologia delle abitudini nelle attività motorie

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Antonelli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica San Raffaele Roma
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative
  Relatore: Alberto Cei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

routine
abitudini
glucosio
habits
forza di volontà
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