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Psicofisiologia delle abitudini nelle attività motorie

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Antonelli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica San Raffaele Roma
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative
  Relatore: Alberto Cei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

In sociologia, le abitudini possono essere tradotte in “Routine”; esse fanno parte della nostra vita in modo determinante: dal preparare il caffè alla mattina fino alla strada da compiere per andare al lavoro, dal lavarsi i denti fino a mettersi il pigiama. Ma perché?
Svolgiamo automaticamente più dell'80% delle nostre azioni. Il cervello adora trasformare ogni nostro comportamento in routine, perché pensare costa fatica. Le routine aiutano il nostro organo pensante a risparmiare energia e a minimizzare i rischi. Tutto questo ha un senso da un punto di vista neurobiologico ed è utile alla sopravvivenza. A volte però può essere dannoso, ad esempio nel caso delle cattive abitudini.
Nella realtà sportiva, riuscire a compiere azioni faticose con il minimo sforzo, può essere utile a dedicare più tempo e maggiore attenzione durante gli allenamenti, e fare la differenza tra vittoria e sconfitta nei momenti decisivi di una gara. Più in generale, nell'ambito di uno stile di vita sano, creare abitudini, può aiutarci ad inserire nella nostra routine, un piccolo spazio riservato all'attività fisica, quel tanto che basta per “star bene”.
Creare una nuova abitudine, o cambiarne qualcuna, è estremamente difficile e soprattutto faticoso. Ciò potrebbe essere facile qualora si considerasse l'individuo come un'entità isolata, ma così non è; esso è in costante interazione con la famiglia, i colleghi di lavoro, la scuola, i professori (…) e la società in genere. Ha molti rapporti di vario genere e per quanto forte e capace possa essere, un individuo che manchi di prendere in considerazione questi rapporti provoca inevitabilmente reazioni e conflitti che fanno fallire i suoi obiettivi.
Il concetto di creazione o sostituzione di una abitudine, si interfaccia inevitabilmente a quello di forza di volontà.

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  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
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  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative
  Relatore: Alberto Cei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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1 INTRODUZIONE Quando si diventa esperti in un compito particolare, la quantità di energia richiesta dalla sua esecuzione diminuisce. Studi sul cervello hanno rivelato che il modello di attività associato a un’azione cambia a mano a mano che la competenza aumenta, e che nell’operazione sono coinvolte meno regioni cerebrali. Il talento ha effetti analoghi. Gli individui molto intelligenti devono fare meno sforzi per risolvere gli stessi problemi degli altri. Una generale “legge del minimo sforzo” si applica sia allo sforzo cognitivo sia allo sforzo fisico. La legge afferma che se vi sono vari modi di raggiungere lo stesso obiettivo, la gente alla fine tenderà ad adottare quello meno impegnativo. Nell’economia dell’azione, lo sforzo è un costo, e l’acquisizione di una competenza è guidata dal bilanciamento di costi e benefici. La pigrizia è profondamente radicata nella natura umana. Come chiunque può sperimentare, anche la richiesta di richiamare alla memoria e dire a voce alta il proprio numero di telefono o la data di nascita del proprio coniuge comporta un breve ma significativo sforzo, perché va tenuta a mente l’intera serie mentre si organizza la risposta; e questo è tanto più impegnativo quanto meno familiarità abbiamo con suddette informazioni. Ciò vale anche per un compito motorio, poiché questi è organizzato a livello cerebrale prima di poter essere messo in pratica. Occorre uno sforzo per mantenere simultaneamente in memoria parecchie idee che richiedono azioni separate o che devono essere combinate secondo una determinata regola: ripassare la lista della spesa quando si entra al supermercato, scegliere tra il pesce e il vitello al ristorante o per esempio ripassare i passi di una coreografia. Che cosa rende alcune operazioni cognitive più difficili e faticose di altre? L’Abitudine. Cos'è un'abitudine? L'abitudine è il processo mediante il quale un comportamento diventa abituale e, vi è un aumento incrementale nel collegamento tra il contesto e l'azione. Per azione si intendono sia attività mentali che motorie che, dopo un

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Parole chiave

routine
abitudini
glucosio
habits
forza di volontà
automaticità

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