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Il ruolo della banca mondiale nella cooperazione internazionale allo sviluppo

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Anteprima della tesi: Il ruolo della banca mondiale nella cooperazione internazionale allo sviluppo, Pagina 3
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rendersi conto di quanto i prestiti della banca potevano apparire irrisori, sebbene la 
valuta a quel tempo aveva un valore quattro volte superiore ad oggi. La banca 
tuttavia non si fece annichilire da questo stato di cose, ma al contrario decise di 
intraprendere una nuova rotta che l 'avrebbe resa un ’istituzione nuova e più 
importante, quella dello sviluppo economico, che, seppure abbozzata, già risiedeva 
nella sigla originaria, in quel development che ora diveniva l'obiettivo centrale. Così, 
quando fu intervistato, il presidente di allora annunciò questo cambiamento, 
avvisando che non era solo l'ammontare di danari ad essere irrinunciabile per un 
piano di sviluppo di successo, ma che, soprattutto, nei PVS erano da risolvere 
primariamente problemi di natura sociale e politica. Critica attualissima, che 
guida tutt'oggi le strategie della banca: la povertà non è una questione di casse di 
stato ma di tasche, di cibo, di acqua e di uomini. 
La banca all'epoca era attiva in 56 paesi. Quando facciamo questa considerazione è 
importante ricordare che all' epoca la cartina politica era diversa e in questo senso 
è necessario considerare che l 'India e la Cina si erano liberate dallo stato di colonie 
da appena 10 anni, mentre ancora tutti i paesi dell'Africa subsahariana vessavano in 
quelle condizioni (il primo a liberarsi sarà il Ghana nel 65). Questo rendeva diversi i 
rapporti che la banca teneva con questi paesi. La banca mondiale investiva infatti 
solo il 10% nelle colonie, che erano gli stati più poveri e che tuttavia erano 
prerogativa innanzitutto degli stati dominanti, e si concentrava spesso in attività 
estrattive. 
b) Ida e i primi passi della Banca Mondiale 
Gli anni '60 si aprono con la decolonizzazione di molti paesi, i cui problemi 
finiscono quindi sulla scena internazionale portando così alla creazione di molte 
istituzioni esplicitamente impegnate in questo senso: organismi bilaterali, agenzie 
delle nazioni unite, la Banca interamericana di sviluppo (prima tra le banche 
regionali di sviluppo), l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico 
(OCSE) ed altre ancora. Gli Stati Uniti presero dunque atto del vantaggio che 
potevano cogliere da un'istituzione sulla quale esercitavano una grande influenza, e 
la cui multilateralità offriva una leva politica e finanziaria non modesta, costituita 
dall'appoggio e dalle risorse degli altri paesi azionisti. Finanziare i paesi in via di 
sviluppo si configurò agli Stati Uniti come un'azione pienamente vantaggiosa, sia dal 
punto di vista politico, per la multilateralità dell'istituzione, sia dal punto di vista 
finanziario, in quanto il massimo dell'esborso che poteva avere come azionista era di
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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Avallone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Paola Bongini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

FAQ

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