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Il ruolo della banca mondiale nella cooperazione internazionale allo sviluppo

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Anteprima della tesi: Il ruolo della banca mondiale nella cooperazione internazionale allo sviluppo, Pagina 4
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un quarto del totale. Per sancire questo interesse verso la Banca Mondiale gli stati 
uniti propongono quindi la creazione di IDA, che avviene nel 1960, riconoscimento 
istituzionale dell'importanza assegnata all' aiuto allo sviluppo dei paesi poveri. Il 
fatto di creare un fondo come IDA inserendolo nel gruppo banca mondiale si 
configurò anche come una mossa strategica per impedire la creazione di un fondo 
simile presso le nazioni unite, opzione assai caldeggiate dai PVS, che tuttavia dato il 
suo meccanismo di voto democratico rimaneva svantaggiosa per i paesi 
industrializzati (al contrario di quello della World Bank, che è regolato dalla quantità 
di azioni).  
L' obiettivo principale di IDA doveva essere, in linea con le dichiarazioni con la 
quale fu creata, quello di aiutare i PVS a basso reddito, ma il traguardo principale 
della sua creazione sembrò essere invece l'assegnazione di un maggiore controllo 
dei paesi ricchi sulle scelte della Banca Mondiale. Successivamente le dimensioni 
della banca si allargano grazie ai fondi per la creazione di IDA, ed i paesi che la 
compongono passano da 68 a 110 e i riceventi prestiti da 21 a 51. 
In questo periodo inoltre emergono i primi programmi di sviluppo integrato, 
programmi in cui si incominciò a dare importanza a temi come sanità, istruzione e 
sviluppo agricolo. L'allargamento delle dimensioni della banca facilitò l'emergere 
del suo nuovo spirito di aiuto sociale, di fianco allo spirito di costruzione 
infrastrutturale che l'aveva fino ad allora caratterizzata. Dal 1968 al 1981, con la 
presidenza di MacNamara aumenta ancora l 'importanza arrecata alla povertà. Così 
dunque cominciò a confrontarsi con temi mai trattati prima come con il " programma 
di sviluppo rurale integrato ", lanciato da MacNamara a Nairobi, ove si voleva 
aiutare direttamente i contadini in Africa nei loro propri problemi come la mancanza 
di strumenti agricoli adeguati e la mancanza di strade per portare prodotti sul 
mercato. Ma questo approccio multidimensionale ai suoi primi vagiti doveva 
mostrare ben presto le difficoltà, senz'altro maggiori di quelle affrontate nel 
semplice trasferimento di credito da un paese ad un atro e nella sovrintendenza nella 
costruzione di grandi e dispendiose infrastrutture. Il successivo programma di questo 
tipo "polonoroeste", che fu attuato nel 1980, pianificato sempre in questo periodo 
non fu di successo poiché provocò la distruzione ambientale e sociale in Amazzonia. 
Questo errore rivelò la poca delicatezza della Banca mondiale nel trattare di questi 
temi e la volontà di risolvere presto questi problemi drastici e in modo noncurante 
dei bisogni ambientali e sociali. Così gli anni '70 segnarono per la banca una
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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Avallone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Paola Bongini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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