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La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy

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Anteprima della tesi: La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy, Pagina 5
10 
 Si rende necessario scindere la dimensione intrinsecamente propria del soggetto 
da quella pubblica (dove il corpo diventa informazione che non fa parte dell’identità in 
senso stretto). Risulta, quindi, evidente l’esigenza di una nuova regolamentazione della 
materia: “tenuto conto delle nuove frontiere nel rapporto tra tecnologia e diritto dischiuse 
dalla biometria, le regole poste a salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo (in 
primis quelle relative alla tutela della riservatezza) dovrebbero essere adeguatamente 
rafforzate per preservare i fondamenti dell’autonomia individuale e collettiva nei 
confronti di possibili ingerenze, bilanciando al contempo le relazioni di potere sia in senso 
verticale che in senso orizzontale”. Compito del legislatore, comunitario e nazionale, sarà 
pertanto “determinare le condizioni di liceità dell’utilizzo delle tecniche biometriche, 
anche introducendo specifici divieti relativi alla loro applicazione, per poi assicurare il 
consolidamento delle condizioni di trasparenza relative agli impieghi così consentiti”
11
. 
 
2.  Nascita ed evoluzione della biometria 
  
 La biometria, nonostante sia considerata una scienza moderna, affonda le sue 
radici in tempi antichissimi. Infatti, i primi ritrovamenti, risalenti all’età della pietra, 
testimoniano l’utilizzo delle impronte digitali per “marchiare” i contratti, poiché era 
conosciuta l’unicità e immutabilità nel corso del tempo delle impronte digitali e di 
riproduzioni dei palmi delle mani mediante la tecnica del “negativo”, la cui funzione, 
possiamo ipotizzare, fosse l’identificazione dei soggetti
12
.  
 
caso di associazione di dati biometrici con videoregistrazioni, per non oltre una settimana). Sono vietati, in 
particolare, le cosiddette copie di sicurezza che prolungano surrettiziamente i tempi di conservazione. 
Scrupolose misure di sicurezza con sistemi inequivoci e senza rischio, promuovendo, come 
obbligatoriamente ed inderogabilmente infatti nel caso di uso congiunto di dati biometrici e di 
videosorveglianza in banca, l’interposizione di un "vigilatore dei dati" indipendente, individuato nel titolare 
di una funzione in posizione di indipendenza o da un soggetto indipendente (anche proceduralmente non 
essendo designato dall’organo amministrativo bensì dall’organo indipendente). In particolare, nei casi 
prescritti va evitata anche la sola teorica possibilità di decifrare le informazioni acquisite senza l’intervento 
di tale vigilatore. Piena ed immediata conoscibilità dei dati biometrici da parte dell’interessato e limitazioni 
stringenti (sino al completo divieto nel caso di uso incrociato di dati biometrici e videosorveglianza) per 
datore di lavoro, suoi dipendenti e collaboratori. Per le operazioni inerenti alla conoscenza, va promossa, 
ove necessaria, la cooperazione di un vigilatore indipendente (obbligatorio e inderogabile nel caso di uso 
incrociato di dati biometrici e videosorveglianza). Rispetto rigoroso degli obblighi di verifica preliminare 
del Garante (art. 17 Codice Privacy) e di notifica al Garante (art. 37 Codice Privacy). Disattivazione 
automatica, immediata e certa di funzioni di smart card o altre analoghe nel caso di smarrimento o di furto". 
11
 MARINI, Il diritto internazionale e comunitario della bioetica, Giappichelli, Torino, 2006, p.76 e ss.  
12
 BELLOMO, Biometria e tecniche biometriche, in CIVITARESE, MATTEUCCI, TORCHIA, La 
tecnificazione, Firenze University Press, 2017, p.60 e ss.

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Informazioni tesi

  Autore: Cezar Stefan Cazan
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo Borsari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

FAQ

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Parole chiave

privacy
biometria
dati biometrici

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