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La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy

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Anteprima della tesi: La tutela penale dei dati biometrici nella disciplina in materia di privacy, Pagina 6
11 
Lo studio della biometria in epoca moderna, invece, si sviluppò a partire dai 
contributi di William Herschel, funzionario inglese presso la Old East India Company of 
Bengala, il quale al fine di consentire una sottoscrizione dei documenti prodotti da 
persone analfabete propose di utilizzare per l’identificazione dell’autore del documento 
le impronte dei polpastrelli, utilizzandole al posto della firma. Ulteriori sviluppi sono 
dovuti agli studi dei criminologi Alphonse Bertillon e Cesare Lombroso, i quali, grazie 
alle loro ricerche sulle tecniche biometriche e alle prime rudimentali applicazioni in 
materia, posero le basi della biometria in senso moderno. Le intuizioni di questi 
professionisti, come ad esempio l’idea di Lombroso di utilizzare la fotografia come 
strumento di identificazione criminale, costituirono il punto di partenza ed aprirono la 
strada ad alcune innovazioni successive, come la creazione di un archivio centrale 
moderno. Sempre a fine Ottocento, Henry Faulds, medico scozzese presso l’ospedale di 
Tsukiji di Tokyo, riaffermando il carattere distintivo delle impronte digitali, scrisse sulla 
rivista inglese Nature che “se sul luogo del delitto si trovano impronte digitali, questo può 
portare alla scoperta del colpevole”
13
.   
 Nel 1986 venne impiegato per la prima volta un dato biometrico per il 
riconoscimento dell’autore di un omicidio. Tale tecnica venne sperimentata dal genetista 
inglese Alec Jeffreys
14
, secondo cui la scarsissima ripetizione di determinati geni 
all’interno del DNA consentiva una sicura identificazione del responsabile del reato. Tale 
metodo è stato poi migliorato dal Federal Bureau of Investigation (FBI) ed è diventato 
indispensabile per aiutare le indagini di polizia, nonché per dirimere questioni di paternità 
e di immigrazione. 
 Capire e utilizzare i sistemi biometrici in ambito giuridico implica una conoscenza 
generale della materia biometrica, per questo si rende necessario ripercorrerne le tappe 
basilari e le tecniche che costituiscono il suo fondamento, anche se risulta impossibile 
trattarle e valutarle tutte, soprattutto perché alcune di esse risultano ancora in fase di 
studio
15
. La biometria, intesa come tecnologia moderna suscettibile di applicazioni 
commerciali, si sviluppa a partire dagli anni ’70 con l’installazione dei primi lettori 
automatici di impronte digitali.  Dagli studi iniziali sulle tecniche e sulle prime 
 
13
 CRISTOFARI, Gli algoritmi dell’identità: il corpo umano, in AMATO – ID – RACITI, Biometria, i 
codici a barre del corpo, Giappichelli, Torino, 2013, p.30.  
14
 RUSSEL, Genetica, Un approccio molecolare, Edises, 1998, p. 177 e ss. 
15
 BELLOMO, op. cit., p.61.

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Informazioni tesi

  Autore: Cezar Stefan Cazan
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo Borsari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

FAQ

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Parole chiave

privacy
biometria
dati biometrici

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