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Le concessioni delle acque minerali: verso la riforma della Legge Regionale Toscana n.38/2004 in materia di canoni concessori e incentivi per i concessionari

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concessori soffra la mancanza di una normativa nazionale tale da definire con chiarezza 
e in maniera omogenea i criteri di determinazione dei canoni concessori, oltre che gli 
importi di questi ultimi, alleviando le eccessive inter-regionali. Come visto nel corso del 
capitolo, la questione si complica ulteriormente entro regioni quali la Toscana, ove 
trovano la loro origine importanti etichette quali Acqua Panna, Acqua Uliveto e Acqua 
Fonte Ilaria. Qui, i concessionari, sulla base dei dati raccolti grazie al supporto della 
Regione Toscana, beneficiano di canoni medio-bassi e di un sistema di premialità 
connesso all’imbottigliamento in vetro, e il contesto è complicato ulteriormente 
considerando il decentramento territoriale operato a favore dei Comuni, che dispongono 
della possibilità di fissare il canone entro la forbisce stabilita dalla Legge Regionale n. 
38/2004, accrescendo le disomogeneità. Una revisione della normativa in essere appare 
quindi uno step essenziale verso il raggiungimento di uno scenario caratterizzato da 
maggiore equità, che possa così giungere a beneficio non solo delle imprese ed 
eventualmente degli enti territoriali, ma anche del pianeta. A tal proposito quindi, il 
capitolo conclusivo è stato realizzato tenendo in considerazione l’impegno dell’Unione 
Europea nel raccomandare agli Stati Membri (al momento con scarsi risultati) 
l’adozione di strumenti di politica tariffaria tali da internalizzare i così detti Economic 
and Resource Costs. Affrontando il tema prima da un punto di vista normativo, e 
successivamente sotto il profilo della teoria economico-ambientale, si è proposto che la 
revisione della normativa Toscana preveda l’introduzione di una misura tale da 
quantificare il danno ambientale, incentivando i diretti interessati (differenziati in base 
al loro impatto attraverso un intuitivo “semaforo ambientale) ad adottare comportamenti 
maggiormente virtuosi. L’introduzione del parametro ambientale (teoricamente 
un’imposta Pigouviana) da aggiungere al vigente criterio sull’imbottigliato e al criterio 
superficiario volto a remunerare la superficie occupata dai concessionari, dovrebbe 
riuscire così a tradurre l’esternalità negativa connessa all’attività economica di 
imbottigliamento in un costo a carico degli imbottigliatori / inquinatori. Così facendo, si 
cerca non tanto di accrescere gli introiti per i Comuni competenti, quanto piuttosto di 
incentivare le imprese ad adottare un comportamento maggiormente eco-sostenibile a 
vantaggio del pianeta. Il rispetto dell’ambiente non può quindi prescindere 
dall’adozione di comportamenti virtuosi ed essenziali, quali ad esempio l’utilizzazione 
del PET riciclato. L’attuale impegno dell’Unione Europea contro le plastiche monouso, 
ha condotto all’emanazione di una direttiva che ha vietato l’impiego delle plastiche per i 
prodotti per i quali esistono in commercio materiali alternativi riutilizzabili e/o

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Informazioni tesi

  Autore: Niccolò Poteti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Management
  Relatore: Andrea Eugenio Settimo  Paci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

FAQ

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Parole chiave

acqua minerale
concessioni
concessionari
riforma legislativa
regione toscana
legge regionale
economia circolare
canoni concessori
rpet
giacimenti minerari

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