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Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento

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vittoria veneziana . Altri memento sono disseminati nella facciata sud, la prima che il visitatore 
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giunto dal mare si trova di fronte. Gli oggetti più preziosi trafugati a Bisanzio sono disposti 
all’interno. Tra questi, la Madonna Nicopeia (Fig. 10), conservata nella sagrestia ed esposta 
sull’altare maggiore nelle occasioni di festa legate alla Vergine, è tra le prime icone miracolose ad 
essere venerata dai veneziani. Il doge, solus patronus et verus gubernator ecclesiae et capellae 
Sancti Marci, è incaricato della sicurezza delle reliquie, di indire le campagne di restauro e 
decorazione e della scelta degli ecclesiastici operanti nella basilica. Nella cerimonia d’investitura, 
presentato al popolo veneziano in San Marco, diventa anello di congiunzione tra la gente, lo Stato e 
la Chiesa, facendosi egli stesso reliquia . Il reale potere del principe serenissimo tra XIII e XVI 
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secolo è di fatto in declino, ma il suo ruolo simbolico e la sua magnificenza non fanno che 
aumentare: se prima della metà del X secolo la cerimonia d’investitura aveva carattere quasi 
privato, nel 1485 il doge è incoronato sui gradini di Palazzo Ducale di fronte all’intera città . Il suo 
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ruolo è centrale nella leggendaria Pace di Venezia del 1177: come leggiamo nella Historia Ducum 
Veneticorum , in quell’anno il doge Sebastiano Ziani è impegnato nella firma della pace con papa 
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Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. L’anonimo autore del resoconto si trova tra il 
pubblico di questo spettacolo diplomatico, a suo dire incredibilmente partecipato. In un’altra 
cronaca, scritta da Bonincontro dei Bovi per il governo veneziano , l’accento è posto sulla forte 
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affiliazione con il papato: in cambio del supporto militare nelle battaglie navali contro le forze 
imperiali, il papa promette a Sebastiano Ziani una serie di regali simbolici chiamati Trionfi: un cero 
bianco in segno di fede, una spada simbolo di sovranità e giustizia, un ombrello facente parte di un 
trio che ribadisce la parità tra doge, imperatore e papa, una sedia, vessilli e trombe d’argento. C’è 
poi un regalo legato ad un’indulgenza concessa ai visitatori di San Marco nel giorno santo 
dell’Ascensione: un anello d’oro che il doge dovrà usare quel giorno in uno speciale sposalizio, 
noto come Matrimonio del Mare. I trionfi diventeranno le sette insegne dogali, portate in 
processione. Tuttavia, nelle pagine della Historia Ducum Venetirocum, così come in molte altre 
cronache del tempo, non risulta che i veneziani abbiano combattuto alcuna battaglia per conto del 
 M. Perry, Saint Mark’ s Trophies, in «Journal of the Warburg and Courtauld Institutes», V ol. 40, 1977, The Warburg 
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Institute, pp. 27-49
 Demus 1960 
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 G. Fasoli, Liturgia e cerimoniale ducale, in Venezia e il Levante fino al secolo XV , Agostino Pertusi, Firenze, Olschki, 
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1973
 Historia ducum Veneticorum, 1102-1229 in L. A. Berto, Testi storici veneziani (XI-XIII secolo), Padova, CLEUP, 
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1999
 B. Dei Bovi, Hystoria de discordia et persecutione quam habuit Ecclesia cum imperatore Federico Barbarossa 
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tempore Alexandri tercii summi pontificis et demum de pace facta Veneciis et habita inter eos, 1319 ca.
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Informazioni tesi

  Autore: Anna Schergna
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Arti Visive - Storia dell'Arte
  Relatore: Sonia Cavicchioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 300

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