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Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento

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Anteprima della tesi: Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento, Pagina 5
CAPITOLO I:  Sguardo d’assieme. La Venezia del XVI secolo tra identità e alterità  
1.1 La Serenissima oltre il mito. Dalla fondazione leggendaria ai simboli dell’identità 
veneziana 
                                                                    
Leggendaria potenza mercantile, a capo di una Repubblica che s’inizia a dire millenaria, 
incredibilmente popolosa,  capitale d’un dominio coloniale e di uno Stato di Terraferma, prestigioso 
polo culturale, città dell’opulenza debordante di merci, di chiese e di libri: tutte queste definizioni 
non sono sufficienti a tracciare l’immagine di Venezia, ma soprattutto della percezione di Venezia, 
città unica e divina, al sorgere del Cinquecento. Come molti suoi contemporanei, scrivendo della 
sua patria allo scadere del secolo precedente, il prolifico diarista Marin Sanudo la paragona - senza 
troppe riverenze - a Roma per la sua intoccabile ed eterna libertà, la sua origine mitica e santa e la 
nobiltà dei suoi fondatori . Già da molto tempo Venezia è interessata, più di altre città-stato, alla 
1
propria reputazione, e l’atipicità del suo sito, la sua straordinaria ricchezza e l’originalità della sua 
storia di fatto glielo consentono: gli strumenti di questa perenne “campagna pubblicitaria” sono 
un’auto-presentazione sfarzosa orchestrata attraverso riti e cerimoniali in cui si sfruttano i simboli 
antichi legati alla sua mitica origine e la manipolazione attenta dei resoconti storici, in una 
storiografia che privilegi alcuni eventi, inscindibili dalla leggenda. Ciò che ne risulta è l’immagine 
della Venezia mitica, stato ideale nato ed in perpetua evoluzione sotto l’egida della divina 
provvidenza. Questo paradigma può dirsi completo ai tempi del doge Andrea Dandolo (1343 - 
1345) e basa su una narrazione i cui punti chiave sono la mitica fondazione avvenuta il giorno 
dell’Annunciazione del 421, la traslazione delle reliquie del patrono San Marco tra 828 e 829 e la 
pace firmata dal doge, con papa ed imperatore, nel 1177. Simboli e rituali non potranno prescindere 
da questi eventi fino alla fine della Repubblica nel 1797. A Venezia più che altrove il passato, in 
forma di storia o leggenda, riaffiorerà continuamente, perché in perenne compimento. 
 M. Sanudo, De origine, situ et magistratibus urbis Venetae ovvero La città di Venetia (1493-1530), a cura di A. 
1
Caracciolo Aricò, Venezia, Centro Studi Medioevali e Rinascimentali “E. Cicogna”, 2001
4
«Il vero et honesto dominio debe esser sempre volontario 
et fatto di amore, et mai violento né fatto di paura.» 
Francesco Sansovino, Venetia città nobilissima et 
singolare descritta in XIIII libri, 1581

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Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Schergna
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Arti Visive - Storia dell'Arte
  Relatore: Sonia Cavicchioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 300

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