Skip to content

IMPRENDITORIALITA’

Imprenditorialità


Oggi le organizzazioni di terzo settore si trovano ad affrontare la sfida di rimanere fedeli agli scopi originari di utilità sociale e, nello stesso tempo, mirare alla qualità dei beni e dei servizi offerti; per promuovere un no profit di qualità è necessario lo sviluppo di organizzazioni efficienti che sappiano rispondere adeguatamente ai bisogni della collettività, realizzando i propri obiettivi, attirando risorse (sia umane che finanziarie) e stimolando i propri collaboratori. Per l’organizzazione no profit il fine primario è quello di perseguire, nel medio-lungo termine, l’interesse generale della comunità di appartenenza, ovvero di operare imprenditorialmente, cioè esercitando un’attività  economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi per fini solidaristici: un’organizzazione che si pone tali finalità è detta anche impresa sociale. Questo spirito imprenditoriale diventa così una prerogativa di tutte le organizzazioni del terzo settore. Il manager no profit dovrà così saper procurare entrate finanziarie confrontandosi con il mercato dei servizi, costruendo pubbliche relazioni atte ad agevolare finanziamenti presso aziende private, benefattori privati, istituzioni pubbliche. Risulta tuttavia ancora abbastanza diffusa l’opinione che il volontariato non possa assumere modalità organizzative di tipo manageriale, in quanto gli aspetti economico-gestionali sono visti come antagonisti rispetto alle finalità sociali, nonostante l’altro filone di pensiero invece ponga particolare attenzione proprio al tema dell’imprenditorialità, e ai connessi concetti di efficienza ed efficacia, che garantirebbero migliori livelli di performance.
Tratto da SOCIOLOGIA DEL TERZO SETTORE di Andrea Balla
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.