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Introduzione al testo "Architettura dell'informazione" di Luca Rosati

Qui si parla di categorizzazioni: come ordinare cose e concetti in gruppi sensati per poi poter esser ritrovati. Non esistono categorizzazioni innate. Il concetto di IA (Information Architecture) non è solo relativo al web. Questo testo vuole individuare un modello unificato di IA che attraversi i diversi contesti dell’agire quotidiano (ambienti fisici e digitali), affinché eventuali utenti possano passare agilmente dall’uno all’altro.

Morville ci dice che l’IA va oltre il web. Si può ampliare verso spazi digitali, fisici e procedurali (flussi di informazioni). Ed ha 3 fasi: IA come trasferimento di conoscenze della biblioteconomia e architettura verso il web; IA strategica di supporto all’organizz dell’informazione aziendale; IA trasversale, organizzando l’informazione in contesti sia fisici sia digitali.

Anche il design si può intendere in 3 modi: come abbellimento, come progettazione di un artefatto o come progettazione di un intero servizio-processo.

In un design inteso come progettazione di servizi-processi l’IA si pone come collante tra i vari contesti dell'interazione uomo-informazione (da quelli fisici a quelli digitali e viceversa). Diverse volte al giorno passiamo da ambienti fisici a digitali. Occorre ripensare il design come progettazione di processi (v. modelli di interazione) che compenetrino i diversi contesti del nostro agire.
Tratto da ARCHITETTURA DELL'INFORMAZIONE di Dario Gemini
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