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Farmacologia - Pagina: 27

togliamo il farmaco, o diamo troppo antagonista, e precipita l'astinenza. Dunque, la farmacodipendenza e la tossicodipendenza si correlano alla tolleranza al farmaco. In realtà queste non sono necessariamente connesse con una diminuzione dell'effetto desiderato del farmaco, ma si possono definire meglio come: comportamenti compulsivi, su base fisica o psichica, di ricerca e necessità della sostanza farmacologicamente attiva. Quando parliamo di farmacodipendenza distinguiamo due tipi: fisica e psichica. Possiamo dire che la dipendenza fisica è facilmente reversibile con certi "farmaci disintossicanti", che tolgono certi aspetti di questa "assuefazione, addiction", es. metadone (agonista della morfina, si può dare per via orale) che ha rispetto alla morfina un'emivita più lunga, cioè mantiene concentrazioni plasmatiche più a lungo nel tempo, ma picchi inferiori. L'emivita di un farmaco (o tempo di dimezzamento) è il tempo necessario affinché la concentrazione si dimezzi. La dipendenza psichica è più difficile da revertire, perché ha bisogno di supporto psicologico, supporto sociale, supporto lavorativo, ecc. La farmacodipendenza vale per molti farmaci psicotropi o droghe da strada, che hanno effetto "psicotropo", cioè fanno provare piacere nella maggior parte dei casi, ma vale anche per altri farmaci come gli analgesici, dimagranti, tranquillanti e lassativi. Nei farmaci psicotropi vi è l'effetto detto "stimolo condizionante positivo" e "rewarding", ovvero la gratificazione associata all'uso del farmaco, da riferire al fascio dopaminergico mesocortico limbico: tali farmaci trovano i recettori a livello di questo fascio, che proietta dall'area tegmentale e ventrale al nucleus accumbens e alla corteccia cerebrale, per cui l'individuo tende a ripetere quell'esperienza che gli ha dato piacere e a riprovare tutte le cose che ha provato in quel contesto, comprese le immagini. Non sempre il rewarding è positivo, non sempre c'è gratificazione, es. non tutti quelli che provano la morfina tendono a risomministrarsela, perché alcuni stanno male già dalla prima volta e quindi avranno uno stimolo condizionante negativo. L'abuso di farmaci non è esclusivamente connesso con la tossicodipendenza di sostanze psicotrope (dette appunto "da abuso"). E', invece, da estendere al concetto generale di uso non terapeutico o non corretto di farmaci. Ciò può avvenire più facilmente per uso non appropriato di farmaci di automedicazione. Tra le sostanze più abusate si annoverano i lassativi, gli analgesici, i dimagranti, i tranquillizanti.... Dipendenza fisica: si basa sull’insorgenza di alterazioni fisiologiche e biochimiche sostanziali e durature  Sindrome di astinenza. Dipendenza psichica: si basa prevalentemente sulla manifestazione di sindromi emozionali  Comportamenti psicosomatici.
Tratto da FARMACOLOGIA di Andrea Panepinto
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