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La forma è sostanza. Multilinguismo e problemi di traduzione giuridica da e verso l’inglese

Uso e abuso di anglicismi nel diritto italiano

Una trattazione a parte meriterebbe la moda, dilagante negli ultimi anni, di infarcire la politica italiana di anglicismi, più o meno adoperati a proposito, che inevitabilmente sono stati trasposti nel procedimento legislativo, quando non anche nel diritto stesso.

Il fenomeno non è nuovo e prima di affacciarsi alle istituzioni ha ha investito i rapporti tra privati. Nel mondo globalizzato i mercati si compenetrano gli uni negli altri ma indubbiamente l'attore dominante sono gli Stati uniti d'America, se non altro dal punto di vista della conoscenza. In diritto commerciale potremmo affermare che si sta realizzando «l'unità del diritto entro l'unità dei mercati. L'uniformità internazionale di questi modelli è, per le imprese che li praticano, un valore sommo. Basti questa testimonianza: le case madri delle multinazionali trasmettono alle società figlie operanti nei sei continenti le condizioni generali predisposte per i contratti da concludere, accompagnate da una tassativa raccomandazione, che i testi contrattuali ricevano una pura e semplice trasposizione linguistica, senza alcun adattamento, neppure concettuale, ai diritti nazionali dei singoli Stati; ciò che potrebbe compromettere la loro uniformità internazionale».

Giova tuttavia precisare che gli inglesismi (o forse sarebbe meglio definirli americanismi, essendo dovuti all'influenza degli Stati uniti d'America), entrano spesso nell'uso in italiano con significati non conformi a quelli utilizzati nel contesto di origine, quando non completamente stravolti. Non si tratta in realtà di un fenomeno particolarmente recente: i contratti di leasing vennero introdotti già alla metà del secolo scorso e rapidamente preso piede con questo nome, piuttosto che con la traduzione “locazione finanziaria”, evidentemente percepita come barocca, esattamente come nella giurisprudenza il reato di atti persecutorî, previsto dall'articolo 612-bis del codice penale, è sistematicamente definito stalking, così veniva qualificato nel dibattito politico, e parlamentare, che precedette la sua istituzione.

Va anche detto, tuttavia, che a volte l'utilizzo traslato di lemmi della lingua inglese viene fatto nella lingua inglese stessa, all'interno della produzione normativa dell'Unione europea, nella quale, come abbiamo visto, il linguaggio specialistico è assai diverso rispetto a quello del common law, essendo l'Unione un sistema di civil law che adotta, tra le altre, la lingua inglese, e che ha il preciso intento di sviluppare un unico ordinamento giuridico declinato in 24 lingue diverse. La lingua giuridica inglese tende ad evolversi in maniera autonoma all'interno di ciascun ordinamento che lo adotta ma ancor più autonomamente nell'Unione europea, in un rapporto simbiotico, e per certi versi osmotico, con altre lingue.

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Informazioni tesi

  Autore: Amedeo Francesco Mosca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "Universitas Mercatorum"
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Colomba La Ragione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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Parole chiave

economia
unione europea
diritto
traduzione
inglese
multilinguismo
business english
inglese giuridico
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