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Le società di intermediazione mobiliare (SIM)

Le SIM, costituite nella forma giuridica di Spa presentano lo status di "imprese di investimento di diritto italiano". Fino a oggi hanno rappresentato il punto nodale nell’offerta dei servizi di investimento nel ns paese; tuttavia le SiM operative tendono a diminuire dell’intensificarsi delle tensioni concorrenziali e lo spostamento delle attività verso le banche e le SGR.
I servizi di investimento.
L’attività delle SIM si caratterizza per lo svolgimento dei servizi di investimento, classificati in 4 grandi categorie:
1. la negoziazione di strumenti finanziari per conto proprio (dealing) e per conto terzi (brokerage)
2. il collocamento di strumenti finanziari con garanzia (underwriting) o senza garanzia (selling) di sottoscrizione a favore dell’emittente
3. la gestione individuale di portafogli di strumenti finanziari
4. la ricezione e la trasmissione di ordini di negoziazione di strumenti finanziari
I 4 campi si distinguono quanto a competenze e a condizioni operative necessarie:
a. il dealing e l’underwriting implicano la gestione di un portafoglio titoli di proprietà e quindi l’assunzione dei correlati rischi di mercato (di prezzo, di cambio, di tasso di interesse)
b. le attività di brokerage, di selling, di gestione patrimoni e di ricezione/trasmissione di ordini rappresentano, invece, attività di servizio per conto terzi, per le quali l’intermeidario non assume posizioni in proprio, sopportando profili di rischio meno intensi, riconducibili al rischio operativo (mancata copertura dei costi fissi necessari al funzionamento della struttura aziendale).
Tali caratteristiche possono essere ricondotte alle 2 diverse rappresentazioni di bilancio:
* per una SIM dealer o underwriter: la presenza di debiti finanziari nel passivo è legata alla naturale propensione delle SIM in esame a finanziare le posizioni in titoli agendo sulla leva finanziaria (grado di indebitamento), ovviamente controllandone il livello in funzione della propensione al rischio degli azionisti. Le voci "profitti" e "perdite" da operazioni finanziarie identificano i risultati realizzati attraverso le negoziazioni di titoli sul mercato secondario. Infine i costi operativi comprendono costi fissi (spese per il personale e ammortamenti a fronte degli investimenti in immobili e attrezzature telematiche per l’esecuzione delle operazioni e la raccolta delle informazioni) e costi variabili.
Nel caso di una SIM dealer/underwriter il punto nodale risiede nella capacità di generare un margine positivo (tra le componenti positive e negative di reddito derivanti) dalla gestione del portafoglio di proprietà (detto "margine di intermediazione"), che deve a sua volta essere in grado di coprire il totale dei costi operativi.
* per una SIM di servizio (la struttura contabile si semplifica notevolmente): Il conto economico mette in evidenza come l’equilibrio reddituale si fonda sulla capacità di generare un flusso di commissioni attive in grado di coprire il complesso dei costi di struttura.
di Alessia Chiovaro

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