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Modelli istituzionali

Per modello istituzionale si intende una realtà definita da 3 dimensioni o profili fondamentali:
- la natura e l’integrazione dei processi produttivi (o, più generalmente, delle combinazioni prodotto-mercato-tecnologia)
- l’assetto giuridico, cioè la struttura societaria e le relazioni tra i soggetti delle attività di intermediazione; l’intermediario ha la possibilità di configurarsi come un soggetto giuridico unico titolare dell’esercizio di tutte le attività (banca universale) o come gruppo bancario, secondo una struttura societaria plurisoggettiva in cui l’azienda capogruppo (in genere una banca) svolge al proprio interno i processi produttivi e distributivi "portanti" e affida ad altrettante società controllate (le c.d aziende prodotto) lo svolgimento di funzioni produttive specifiche e specialistiche (come il credito a medio lungo termine, il leasing, il factoring e alcune funzioni di investment banking, etc). Tra i due modelli puri o estremi (la banca universale -con governo gerarchico- internalizza tutte le attività e il gruppo bancario viceversa le esternalizza tutte) esistono modelli intermedi o ibridi
- l’assetto organizzativo, cioè la struttura, gli organi e le relazioni che governano l’intermediario. Il profilo organizzativo riguarda la scelta alternativa tra strutture organizzate per funzioni operative (crediti, finanza, tesoreria, marketing, programmazione e controllo, ispettorato, etc) oppure per divisioni focalizzate a macrocombinazioni prodotto-mercato (come corporate banking, private banking, international banking, etc), cioè definite aree di affari. Inoltre il modello organizzativo si caratterizza per le scelte di un livello ottimale di accentramento/decentramento delle decisioni e delle responsabilità.
I diversi profili che definiscono il modello istituzionale dell’interemdiario sono strettamente interdipendenti e dovrebbero sottostare a una logica di coerenza interna (es un’ampia diversficazione delle combinazioni prodotto-mercato-tecnologia può apparire coerente con l’adozione di un modello giuridico di gruppo e con la scelta di livelli elevati di decentramento.; viceversa un intermediario caratterizzato da minore diversificazione è più efficacemente governabile con modalità gerarchiche in un contesto aziendale unitario.
di Alessia Chiovaro

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