Problemi di traduzione in ''Jeanne D'Arc'' di Luc Besson (1999)

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Michele Fascilla Contatta »

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Questo lavoro di ricerca si occupa della traduzione cinematografica, un settore interessante, ma ancora “imberbe”, dato che, se i sottotitoli e il doppiaggio sono tecniche praticate da tempo, in realtà solo pochi studiosi hanno iniziato da alcuni anni a prestare loro una certa attenzione. La traduttologia, infatti, si è preoccupata fino a qualche anno fa di formulare teorie generali soltanto sui temi “classici”, quali Omero, Dante, Shakespeare, la Sacra Bibbia, la poesia, considerando i sottotitoli, le didascalie e il doppiaggio come adattamenti più che come vere e proprie traduzioni, principalmente in ragione di alcuni ostacoli di tipo tecnico all’esecuzione di tali operazioni, quali la corrispondenza suono-immagine e la conseguente necessità di comprimere il testo. I sottotitoli, in particolare, soggiacciono a limitazioni molto rigide: nel numero di righe (massimo due) e di caratteri (massimo trentasette); nella durata (massimo cinque secondi); nella leggibilità e visibilità. Queste limitazioni così rigide non consentono al traduttore di volare alto, costringendolo ad accettare una sorta di cattività intellettuale.
Il presente studio si concentra sull’analisi dei problemi di traduzione riscontrati in «Jeanne d’Arc» del regista francese Luc Besson, girato nel 1999, prodotto e distribuito dalla «Gaumont» in collaborazione con la « Columbia Pictures ».
La versione originale del film è realizzata in lingua inglese, sottotitolata in francese e doppiata in italiano. Si è reperito il materiale indispensabile per condurre l’analisi, in primo luogo le videocassette e le sceneggiature. Il copione in inglese, disponibile in rete (l’U.R.L. della pagina web di riferimento è http://hundland.com/scripts/TheMessenger.txt), è intitolato «The Messenger: The Story of Joan of Arc», scritto da Luc Besson e Andrew Birkin. Ci si è impegnati quindi nella trascrizione manuale delle battute dell’epilogo, che, inspiegabilmente, mancano nel copione in v.o. Successivamente, è stata effettuata la trascrizione manuale tanto dei sottotitoli in francese quanto dei dialoghi in italiano e sono stati messi a confronto i tre testi di partenza, al fine di individuare le divergenze linguistiche, classificate in seguito in una griglia tripartita. Si è prestata attenzione a quelle più notevoli, che hanno così costituito il campione d’analisi.
Infine, è vero che si riscontrano diverse imperfezioni, omissioni ed incongruenze, specialmente nella versione francese, per la quale il traduttore ha applicato in molti casi il criterio dell’ « entropie », mentre nel doppiaggio in italiano, il traduttore ha operato talvolta per « incrèmentialisation », inserendo elementi che riflettono la cultura del Paese di riferimento. Altre volte, però, il testo italiano ricalca più fedelmente quello di partenza, quando si ricorre a metodi traduttivi più semplici, come il « calque d’expression ». Tuttavia, si può affermare che il doppiaggio e i sottotitoli (almeno quelli relativi a « Jeanne d’Arc »), al contrario di quanto sostengono alcuni traduttologi, sono vere e proprie traduzioni, talvolta prodighe di effetti stilistici e retorici molto ricercati, i quali contribuiscono complessivamente a rendere la traduzione un modello di scrittura poetica stricto sensu.

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1 PROBLEMI DI TRADUZIONE IN JEANNE D’ARC DI LUC BESSON (1999) Questo lavoro di ricerca si occupa della traduzione cinematografica, un settore interessante, ma ancora “imberbe”, dato che, se i sottotitoli e il doppiaggio sono tecniche praticate da tempo, in realtà solo pochi studiosi hanno iniziato da alcuni anni a prestare loro una certa attenzione. La traduttologia, infatti, si è preoccupata fino a qualche anno fa di formulare teorie generali soltanto sui temi “classici”, quali Omero, Dante, Shakespeare, la Sacra Bibbia, la poesia, considerando i sottotitoli, le didascalie e il doppiaggio come adattamenti più che come vere e proprie traduzioni, principalmente in ragione di alcuni ostacoli di tipo tecnico all’esecuzione di tali operazioni, quali la corrispondenza suono-immagine e la conseguente necessità di comprimere il testo. I sottotitoli, in particolare, soggiacciono a limitazioni molto rigide: nel numero di righe (massimo due) e di caratteri (massimo trentasette); nella durata (massimo cinque secondi); nella leggibilità e visibilità. Queste limitazioni così rigide non consentono al traduttore di volare alto, costringendolo ad accettare una sorta di cattività intellettuale. Il presente studio si concentra sull’analisi dei problemi di traduzione riscontrati in «Jeanne d’Arc» del regista francese Luc Besson, girato nel 1999, prodotto e distribuito dalla «Gaumont» in collaborazione con la « Columbia Pictures ». La versione originale del film è realizzata in lingua inglese, sottotitolata in francese e doppiata in italiano. Si è reperito il materiale indispensabile per condurre l’analisi, in primo luogo le videocassette e le sceneggiature. Il copione in inglese, disponibile in rete (l’U.R.L. della pagina web di riferimento è http://hundland.com/scripts/TheMessenger.txt), è intitolato «The Messenger: The Story of Joan of Arc», scritto da Luc Besson e Andrew Birkin. Ci si è impegnati quindi nella trascrizione manuale delle battute dell’epilogo, che, inspiegabilmente, mancano nel copione in v.o. Successivamente, è stata effettuata la trascrizione manuale tanto dei sottotitoli in francese quanto dei dialoghi in italiano e sono stati messi a confronto i tre testi di partenza, al fine di individuare le divergenze linguistiche, classificate in seguito in una griglia