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L'arte invisibile del traduttore: doppiaggio e sottotitolaggio

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Di Stefano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Scuola Superiore per Mediatori Linguistici - CIELS
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Chiara Spallino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 60

Questo lavoro ha l’obiettivo di attirare l’attenzione su una forma di traduzione ancora poco nota, cioè la Traduzione Audiovisiva (TAV). È una forma di traduzione molto complessa, composta da più codici di cui bisogna tenere conto.
Nella prima parte di questo elaborato, verrà fornita una descrizione generale di alcuni elementi che compongono la TAV. Nel primo capitolo sono riportate alcune caratteristiche della traduzione audiovisiva (elementi culturospecifici, strategie traduttive e metodologie di trasferimento linguistico); il secondo e terzo capitolo descrivono due delle forme principali di traduzione audiovisiva, cioè il doppiaggio e il sottotitolaggio.
Nella seconda parte dell’elaborato propongo la mia proposta di traduzione di un episodio della serie tv americana Le Regole del Delitto Perfetto. La traduzione è strutturata come se fosse il transcript dei sottotitoli dell’episodio: per ogni battuta sono indicati il timing di entrata e di uscita. Ciò è stato realizzato grazie al programma per computer Aegisub, specifico per la creazione di sottotitoli. Completa l’elaborato un piccolo glossario di termini dell’ambito giuridico.

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  Autore: Silvia Di Stefano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Scuola Superiore per Mediatori Linguistici - CIELS
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  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Chiara Spallino
  Lingua: Italiano
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4 CAPITOLO 1 – LA TRADUZIONE AUDIOVISIVA La traduzione audiovisiva riguarda “tutte quelle modalità di trasferimento linguistico che si propongono di tradurre i dialoghi originali di prodotti audiovisivi, cioè di prodotti che comunicano simultaneamente attraverso il canale acustico e quello visivo, al fine di renderli accessibili ad un pubblico più ampio” 1 . È una tecnica traduttiva che si è sviluppata in tempi relativamente recenti. Si inizia infatti a parlarne “ufficialmente” dopo il centesimo anniversario della nascita del cinema, nel 1995, grazie ad un forum incentrato sull’argomento organizzato dal Consiglio d’Europa. Da allora, è tutto un fiorire di convegni, seminari e soprattutto pubblicazioni su quest’ambito traduttivo. È stato difficile per la traduzione audiovisiva trovare una sua collocazione tra i vari studi della teoria traduttiva, poiché non è un tipo di traduzione immediata e semplice, ma complessa e laboriosa. Per quanto riguarda la metodologia, il traduttore deve far riferimento a più discipline: sono coinvolti ambiti della linguistica, della sociolinguistica, della psicologia cognitiva, oltre alle indagini di carattere interculturale. Per quanto riguarda il lato pratico, una delle maggiori difficoltà è quella di reperire il materiale di lavoro. L’avvento di Internet ha facilitato la ricerca dei copioni di film (o telefilm), risparmiando al traduttore tutto il lavoro di trascrizione precedente alla traduzione. La spinta maggiore alla diffusione della traduzione audiovisiva è data dallo sviluppo tecnologico, che, oltre a fornire nuovi strumenti di lavoro, è anche fonte di nuovi servizi che necessitano di traduzioni: si moltiplicano i canali televisivi, i giochi per le console, i film in DVD, i siti e le pagine Internet da tradurre. La traduzione audiovisiva è caratterizzata da un testo multimediale molto articolato, poiché legato ad una serie di problematiche insite nella presenza di più canali e di più codici, come il nome stesso suggerisce. Il canale audio-orale, che, oltre al linguaggio verbale, comprende anche rumori, suoni e musica; il canale visivo che, invece, comunica principalmente codici non verbali, come movimenti, colori, immagini, insegne, didascalie ecc. Per trasporre dunque il prodotto in una lingua diversa dall’originale, bisogna tenere conto di tutte queste variabili. Ovviamente, l’attenzione di questo tipo di traduzione, nonostante i molteplici elementi che la compongono, si concentra sul dialogo, in quanto unico elemento modificabile: immagini e suoni rimangono infatti invariati. Tutte le operazioni traduttive dunque, “intervengono unicamente sul messaggio verbale sostituendo, nel doppiaggio, o accompagnando, nel sottotitolaggio, i dialoghi originali” 2 . 1 E. Perego, La traduzione audiovisiva, Carocci, Roma 2005. 2 M. Pavesi, La traduzione filmica. Aspetti del parlato doppiato dall’inglese all’italiano, Carocci, Roma 2005

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