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Lezioni di diritto processuale civile - seconda parte:

Questi ottimi appunti riassumono il volume "Lezioni di diritto processuale civile" di Proto Pisani dal capitolo ottavo al capitolo diciottesimo. I temi trattati sono:
- I requisiti extraformali relativi alle parti, con approfondimento sul liticonsorzio necessario
- la connessione e i limiti soggettivi del giudicato (i limiti soggettivi della sentenza civile, l'intervento volontario, la chiamata in causa su istanza di parte e su ordine del giudice)
- le impugnazioni: l'appello, il ricorso per cassazione, la revocazione, l'opposizione di terzo
- la tutela sommaria: il procedimento d'ingiunzione, il procedimento per convalida di sfratto, la condanna con riserva
- la tutela cautelare
- i procedimenti in camera di consiglio
- l'esecuzione forzata: l'espropriazione forzata, l'esecuzione forzata in forma specifica
- i procedimenti speciali: separazione e divorzio, le sentenze straniere, l'arbitrato
- il processo del lavoro
- il processo societario

Indice dei contenuti:

1. Il litisconsorzio necessario 2. La disciplina processuale del litisconsorzio necessario 3. Applicazione dell'art. 102 c.p.c.: proposizione della domanda da parte di un legittimato straordinario 4. Applicazione dell'art. 102 c.p.c.: deduzione in giudizio di un rapporto plurisoggettivo 5. Applicazione dell'art. 102 c.p.c.: stretta opportunità non riconducibili a sistema 6. Connessione per identità di questione di fatto o di diritto 7. Connessione per identità di fatto costitutivo 8. Connessione per identità del rapporto plurisoggettivo dedotto in giudizio 9. L’art. 2378 c.c.: impugnazioni 10. Litisconsorzio “unitario” o “quasi necessario” 11. Connessione per incompatibilità 12. Connessione per alternatività 13. Connessione per pregiudizialità: primo settore 14. Connessione per pregiudizialità: secondo settore 15. Connessione per pregiudizialità: terzo settore 16. Fattispecie sostanziale di garanzia: garanzia per evizione o garanzia da trasferimento dei diritti 17. Fattispecie sostanziale di garanzia: garanzia da vincoli di cui obbligazione 18. Fattispecie sostanziale di garanzia: assicurazione sulla responsabilità civile 19. Fattispecie sostanziale di garanzia: vendite a catena 20. I limiti soggettivi della sentenza civile 21. I punti fermi dei limiti soggettivi della sentenza civile 22. Gli artt. 1306 e 2377 c.c. 23. Nessi di dipendenza giuridica tra rapporti sostanziali e il problema della efficacia riflessa 24. Tesi dell’efficacia riflessa generalizzata 25. Tesi restrittive in giurisprudenza 26. Tesi della generalizzazione della soluzione adottata dall’art. 1485 (e 2859, 2870) c.c. 27. La posizione dei creditori 28. Terzi titolari di diritti connessi per mera identità di fatto storico (ovvero di questioni di fatto o di diritto) 29. Terzi titolari di diritti autonomi e compatibili, suscettibili di subire un pregiudizio di mero fatto 30. L'intervento volontario 31. Le varie specie di intervento disciplinate dall’art. 105(1) c.p.c. 32. L’intervento adesivo dipendente ex art. 1052 c.p.c. 33. La chiamata in causa su istanza di parte 34. Connessione per identità degli elementi oggettivi del petitum o per alternatività 35. Connessione per identità di titolo (causa petendi, fatto costitutivo) 36. Connessione per identità di oggetto e di titolo (causa petendi, fatto costitutivo) 37. Chiamata in causa di terzi titolari di diritti giuridicamente dipendenti da quello oggetto del processo originario 38. La chiamata in causa su ordine del giudice 39. Ambito di applicazione dell’art. 107 c.p.c. 40. La possibile compressione del principio della domanda 41. L’intervento “iussu iudicis” nel corso del giudizio di secondo grado 42. I riflessi della l. 353/90 sugli interventi 43. Chiamata in causa su istanza di parte: artt. 167 e 269 c.p.c. 44. Caratteristiche generali delle impugnazioni 45. Classificazione dei mezzi di impugnazione 46. I termini per impugnare la sentenza 47. I vizi della sentenza e l’evoluzione dei rimedi attraverso cui fare valere le invalidità della sentenza 48. Azioni di impugnativa e gravami 49. La direttiva dell’unità oggettiva e soggettiva del procedimento di impugnazione 50. Giudizio di primo grado svoltosi fra due sole parti 51. L’impugnazione incidentale 52. La riunione delle impugnazioni separate 53. L’impugnazione incidentale tardiva 54. L’istituto dell’acquiescenza 55. Giudizio di primo grado svoltosi fra più parti 56. Cause inscindibili 57. Cause scindibili 58. Connessione sostanziale e regime processuale 59. La connessione per pregiudizialità/dipendenza: l’intervento adesivo dipendente 60. Primo schema di connessione per pregiudizialità/dipendenza 61. Secondo schema di connessione per pregiudizialità/dipendenza 62. Terzo schema di connessione per pregiudizialità/dipendenza 63. Regime di impugnazione delle sentenze non definitive 64. Effetti della proposizione dell’impugnazione immediata 65. Effetti dell’accoglimento dell’impugnazione immediata 66. Effetti dell’estinzione del giudizio nel corso del quale la sentenza non definitiva è stata emanata 67. La funzione dell'appello 68. Le caratteristiche dell’appello 69. L’oggetto del giudizio di appello 70. L’appello principale, l’appello incidentale e la funzione dei motivi specifici di impugnazione 71. La riproposizione di domande e di eccezioni non accolte in primo grado 72. La proposizione di nuove eccezioni, nuove prove e la modificazione della domanda di primo grado (lo ius novorum) 73. Ipotesi in cui la struttura del giudizio d’appello non consente la piena realizzazione del principio del doppio grado di giurisdizione 74. Il procedimento del giudizio d’appello 75. Il procedimento del giudizio d’appello appello principale 76. Sviluppo dell’iter del processo d'appello 77. La nullità dell’atto di citazione d’appello 78. L’inammissibilità 79. L’improcedibilità 80. L’estinzione del giudizio d’appello 81. Provvedimenti emanabili dal giudice d’appello 82. Sentenze occasionate da motivi di rito inerenti al giudizio d’appello 83. Sentenze d’appello di conferma 84. Sentenze definitive d’appello di riforma occasionate da motivi di rito inerenti al giudizio di primo grado 85. Sentenze definitive di riforma occasionate da motivi di merito 86. Rilievi conclusivi 87. La funzione della Corte di Cassazione 88. Il ricorso per cassazione secondo il codice civile 89. La Corte di Cassazione e le altre magistrature superiori 90. I provvedimenti denunciabili in Cassazione 91. Le caratteristiche del ricorso per cassazione 92. I motivi di ricorso e i provvedimenti della Corte 93. Contenuto dei provvedimenti adottati dalla corte di cassazione 94. Violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza 95. Violazione o falsa applicazione di norme di diritto 96. Nullità della sentenza o del procedimento 97. Accoglimento del ricorso in cassazione (art. 360 n.4 c.p.c) 98. Errores in procedendo: nullità della sentenza come atto 99. Errores in procedendo: nullità non sanate del procedimento 100. Omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione: ricorso in esame 101. Il ricorso: critiche al settore probatorio 102. Ipotesi di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione (art. 360 n.5 c.p.c.) 103. La riforma dell’art. 384 c.p.c. e la possibilità di decisione della causa nel merito da parte della Corte di Cassazione 104. L’atto introduttivo del procedimento di cassazione 105. Il ricorso incidentale condizionato in Cassazione 106. Assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite o ad una delle cinque Sezioni semplici 107. L’udienza di discussione del ricorso in Cassazione 108. La decisione della Corte di Cassazione 109. Il giudizio di rinvio 110. La revocazione, un mezzo di impugnazione 111. I motivi di revocazione ordinaria (art. 395 nn. 4 e 5 c.p.c.) 112. I motivi di revocazione straordinaria (art. 395 nn. 1, 2, 3 e 6 c.p.c.) 113. Revocazione del pubblico ministero ex art. 397 c.p.c. 114. La revocazione delle sentenze della Corte di Cassazione 115. L’opposizione di terzo 116. L’opposizione di terzo ordinaria 117. L’opposizione di terzo revocatoria 118. Azioni tra tutela rafforzata e funzionalità dell’ordinamento processuale 119. Connotati della cognizione piena 120. Connotati della cognizione sommaria 121. La tutela sommaria: economia di giudizi 122. La tutela sommaria: evitare l’abuso del diritto di difesa 123. La tutela sommaria: effettività della tutela 124. Il procedimento d’ingiunzione 125. Procedimento per ingiunzione: il modello italiano 126. Procedimento per ingiunzione: i requisiti speciali di ammissibilità 127. Procedimento per ingiunzione: i requisiti speciali di ammissibilità relativi all’oggetto 128. Procedimento per ingiunzione: i requisiti speciali di ammissibilità relativi alla documentazione 129. La fase preparatoria del giudizio 130. La fase istruttoria del giudizio 131. La fase decisoria del giudizio 132. Il giudizio di opposizione 133. Cosa avviene nel corso del giudizio di opposizione 134. Mancata opposizione al giudizio 135. Mezzi di impugnazione ed efficacia di giudicato 136. Il procedimento per convalida di sfratto 137. Ambito applicativo del procedimento per convalida di sfratto 138. La fase introduttiva del procedimento 139. L’ordinanza di convalida ex art. 663 c.p.c. 140. L’ordinanza immediata di rilascio dell’art. 665 c.p.c. 141. Il regime delle impugnazioni 142. Differenze tra il decreto ingiuntivo e la convalida di sfratto 143. Funzione e struttura della condanna con riserva 144. Ipotesi tipiche di condanna con riserva 145. Procedimento ex art. 148 c.c.: esigenze di effettività 146. Struttura: scelte di diritto sostanziale e processuale per la tutela del diritto al mantenimento 147. Procedimento di repressione della condotta antisindacale ex art. 28 l. 300/70 148. Considerazioni sulle scelte tecniche dell’art. 28 149. I provvedimenti anticipatori di condanna emanabili nel corso del processo a cognizione piena 150. L’ordinanza di pagamento delle somme non contestate ex art. 186 bis c.p.c. 151. I presupposti del provvedimento 152. La natura del provvedimento 153. L’ordinanza di ingiunzione ex art. 186 ter c.p.c. 154. L’ordinanza successiva alla chiusura dell’istruzione 155. Effettività della tutela giurisdizionale e tutela cautelare 156. I rimedi agli ostacoli non ascrivibili alla durata del processo 157. I rimedi agli ostacoli derivanti dalla durata del processo a cognizione piena 158. I rimedi agli ostacoli derivanti dalla durata del processo esecutivo 159. Lentezza patologica o dalla disfunzione dei processi a cognizione piena ed esecutivi 160. Neutralizzare i danni dell’attore che ha ragione per la durata del processo a cognizione piena 161. Tutela cautelare atipica, tutela cautelare tipica e tutela sommaria non cautelare 162. I rapporti fra tutela sommaria cautelare e tutela sommaria non cautelare 163. La struttura della tutela cautelare 164. Provvisorietà del provvedimento, non necessariamente anche degli effetti 165. La strumentalità del provvedimento cautelare 166. Pericolo da infruttuosità e da tardività 167. Corrispondente distinzione tra provvedimenti cautelari conservativi e anticipatori 168. Periculum in mora 169. Sistema cautelare totalmente “atipico” e sistema “tipico” 170. Ipotesi di misure cautelari tipiche e accertamento del “periculum in mora” 171. Misure cautelari tipiche e tutela sommaria non cautelare 172. La pericolosità intrinseca dei provvedimenti cautelari: le cauzioni ed i possibili rimedi 173. Il sequestro giudiziario 174. Ambito applicativo del sequestro giudiziario 175. Contenuto del provvedimento e sua attuazione 176. Funzione dell’istituto del sequestro giudiziario 177. Il sequestro conservativo: funzione ed effetti 178. Fumus boni iuris 179. Periculum in mora nel sequestro conservativo 180. Limiti dell’istituto del sequestro conservativo 181. La denuncia di nuova opera ex art. 1171 c.c. 182. La denuncia di danno temuto ex art. 1172 c.c. 183. La denunce e la tutela inibitoria 184. I provvedimenti di istruzione preventiva 185. L’audizione di testi a futura memoria, la consulenza tecnica e l’ispezione preventiva 186. Il sequestro giudiziario di prove 187. Provvedimenti d’urgenza nell’ambito della tutela cautelare e della tutela giurisdizionale in genere 188. Atipicità del diritto d’azione 189. Importanza del compito svolto dall’art. 700 c.p.c. e i limiti intrinseci alla sua funzione di norma di chiusura 190. L’ambito applicativo dell’istituto 191. Il requisito della “irreparabilità” del pregiudizio 192. La necessità di recuperare l’importanza della persona del titolare del diritto 193. La pericolosità dell’art. 700 c.p.c. 194. Il requisito dell’ ”imminenza” del pregiudizio 195. Il contenuto dei provvedimenti d’urgenza 196. La tutela dei c.d. diritti di libertà 197. La disciplina dei provvedimenti cautelari in generale 198. La disciplina della competenza nel rilascio delle misure cautelari 199. La disciplina del procedimento di rilascio delle misure cautelari 200. Il provvedimento negativo ovvero di rigetto 201. Il provvedimento di accoglimento di misura cautelare chiesta “ante causam” 202. La disciplina dell’inefficacia del provvedimento e delle restituzioni 203. La revoca e la modifica 204. La cauzione e l’inefficacia del provvedimento cautelare 205. L’attuazione dei provvedimenti cautelari 206. L’istituto del reclamo nei procedimenti cautelari 207. Motivi del reclamo nei procedimenti cautelari 208. Il procedimento del reclamo nei procedimenti cautelari 209. La struttura e la funzione del reclamo nei procedimenti cautelari 210. L’ambito di applicazione degli artt. da 669 bis a 669 terdecies c.p.c. 211. La nozione di provvedimento cautelare 212. I provvedimenti sommari sottratti alla disciplina degli artt. 669 bis ss. c.p.c. 213. Tipologia di provvedimenti cautelari soggetti alla disciplina degli art. 669 bis ss. c.p.c. 214. L’applicazione degli artt. 669 bis e ss. c.p.c. ai procedimenti possessori 215. Caratteristiche essenziali della giurisdizione contenziosa (o costituzionalmente necessaria) 216. Provvedimenti sommari-semplificati-esecutivi privi di attitudine al giudicato 217. Funzioni giurisdizionali non necessarie e giurisdizione volontaria 218. Il significato ed il valore della cognizione piena (ex art. 737 ss. c.p.c.) 219. Sostanziale sommarietà della cognizione (ex art. 737 ss. c.p.c.) 220. Affinità e differenze della cognizione con i processi sommari relativi a diritti 221. Assenza di attitudine al giudicato della cognizione 222. Ipotesi cui si applica la procedura camerale ex art. 737 ss. c.p.c. 223. Autorizzazioni al compimento di atti negoziali concesse a rappresentanti di minori, incapaci, gruppi 224. Nomine di rappresentanti a minori o incapaci o di curatori di patrimoni separati 225. Rimozione di rappresentanti o amministratori nell’interesse di minori 226. Provvedimenti nell’interesse dei minori e incisione sulla potestà parentale 227. Il proprium della gestione di interessi e la sua contrapposizione alla tutela giurisdizionale dei diritti 228. L’accertamento dei diritti presupposti e la tutela giurisdizionale dei diritti incisi 229. Procedimento camerale ex art. 737 ss. c.p.c., gestioni di interessi dei minori e potestà parentale 230. Conflitto nella gestione di interessi 231. Inadeguatezza del procedimento camerale nella tutela giurisdizionale dei diritti 232. Inaccettabilità della soluzione accolta dalla giurisprudenza prevalente 233. Ipotesi di utilizzo del procedimento camerale per la tutela di diritti 234. Gestione di interessi e tutela dei diritti 235. Gestione di interessi e tutela dei diritti: modalità tecnico-procedurali dei processi 236. Gestione di interessi e tutela dei diritti: assenza di un modello generale di processo 237. Ricorso disordinato ed abnorme alla procedura camerale ex art. 737 ss. c.p.c. 238. Osservazioni introduttive sull'esecuzione forzata 239. La nozione di titolo esecutivo 240. La fase preliminare della notificazione del titolo esecutivo e del precetto 241. L’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. 242. Effettività ed idoneità dell’opposizione all’esecuzione 243. Osservazioni introduttive sull’espropriazione forzata 244. L’espropriazione forzata in generale 245. Il processo di espropriazione forzata è diretto dal giudice dell’esecuzione 246. Cenni sul pignoramento 247. Il pignoramento mobiliare presso il debitore 248. Il pignoramento mobiliare: beni pignorati siano di proprietà di terzi 249. Il pignoramento presso terzi 250. Il pignoramento immobiliare 251. I requisiti e gli effetti dell’intervento dei creditori 252. Creditori intervenienti muniti e non muniti di titolo esecutivo 253. Creditori intervenienti tempestivi e tardivi 254. Creditori chirografari e muniti di un diritto di prelazione 255. L’accertamento del credito dei creditori intervenuti 256. Soluzioni al problema relativo alla stabilità della distribuzione del ricavato 257. Problema dell’esistenza e dell’ammontare del credito dei creditori intervenuti 258. Intervento e pignoramento successivo 259. La vendita, l’assegnazione forzata e l’opposizione di terzo all’esecuzione 260. Gli effetti sostanziali della vendita forzata 261. La vendita forzata: art. 2920 c.c. 262. La vendita forzata di un bene immobile 263. La natura della vendita forzata e la sua stabilità 264. L’assegnazione forzata 265. Gli effetti sostanziali dell’assegnazione forzata 266. L’opposizione di terzo all’esecuzione 267. La distribuzione del ricavato del titolo esecutivo 268. Distribuzione del ricavato in caso di concorso di più creditori 269. La stabilità della distribuzione del ricavato 270. La stabilità dei risultati dell’espropriazione forzata e l’opposizione agli atti esecutivi 271. L’espropriazione dei beni indivisi 272. L’espropriazione contro il terzo proprietario 273. L’estinzione del processo esecutivo 274. L’esecuzione forzata in forma specifica 275. Ammissibilità dell’esecuzione forzata 276. La nozione di fungibilità/infungibilità nell'esecuzione forzata 277. L’esecuzione forzata per consegna o rilascio 278. L’esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare 279. Limiti della tutela specifica e tutela risarcitoria 280. Storia della tutela risarcitoria e tutela specifica 281. Storia della tutela risarcitoria e tutela specifica: il testo del codice civile del 1942 282. Atipicità della tutela specifica e la sua applicabilità anche ai rapporti obbligatori 283. La separazione consensuale 284. La separazione giudiziale 285. L’udienza presidenziale nella separazione giudiziale 286. Provvedimenti temporanei ed urgenti nell’interesse dei coniugi e della prole 287. Svolgimento dell'udienza presidenziale nella separazione giudiziale 288. Il processo di divorzio: processo su domanda unilaterale 289. Il processo di divorzio: processo su domanda congiunta 290. L’efficacia in Italia delle sentenze straniere 291. L’art. 64 della l. 218/95 l’efficacia di accertamento 292. L’art. 65 l. 218/95 293. Cenni sul sistema emergente dalle Convenzioni di Bruxelles del 1968 e di Lugano del 1988 294. L’arbitrato 295. La disciplina delle modalità di svolgimento del processo arbitrale 296. Rapporti tra giudizio arbitrale e giurisdizione statale 297. Impugnazione del lodo per nullità per revocazione e per opposizione di terzo 298.  La disciplina nel processo del lavoro 299. L’ambito di applicazione del rito speciale e il tentativo obbligatorio di conciliazione 300. L’art. 409 n. 3 c.p.c. e l’introduzione della equivoca nozione di lavoro parasubordinato 301. Cenni sulla c.d. privatizzazione del pubblico impiego 302. Le controversie sindacali e collettive 303. Le controversie previdenziali 304. Estensione del rito del lavoro alle c.d. controversie locatizie 305. Il tentativo obbligatorio di conciliazione 306. La scelta del giudice ordinario e la competenza per materia del pretore 307. La scelta del giudice e la competenza per territorio 308. La rilevabilità delle questioni di competenza e le modalità della loro decisione 309. Le questioni di rito 310. Le conseguenze dell’errore sul rito e l’intreccio tra rito e merito 311. Il cumulo nello stesso processo di domande soggette a riti diversi 312. L’operatività del principio di preclusione 313. La l. 353/90 e il rito del lavoro 314. Il ricorso e l’instaurazione del contraddittorio 315. Nullità del ricorso e vizi nella attività di instaurazione del contraddittorio 316. Momento da cui decorrono gli effetti sostanziali e processuali della domanda 317. La costituzione del convenuto 318. Preclusioni per le parti e poteri del giudice: importanza dell’interrogatorio libero delle parti 319. Temperamenti al principio di preclusione: in particolare in tema di prove 320. Processo del lavoro: disciplina dell’istruzione e poteri istruttori d’ufficio 321. Ammissione delle prove in generale 322. L’interrogatorio libero dei terzi inabilitati a testimoniare ex artt. 246 e 247 c.p.c. 323. Il regime della domanda riconvenzionale 324. Il regime degli interventi, dell’integrazione del contraddittorio e della riunione di cause 325. La contumacia del convenuto e le vicende anomale del processo 326. La decisione e le ordinanze di pagamento di somme 327. Le decisioni sulla competenza e le sentenze non definitive su questioni pregiudiziali di rito e/o di merito 328. Osservazioni e conclusioni sulle questioni di competenza del giudice 329. La formazione della sentenza ed i possibili vizi 330. Problemi sul meccanismo di formazione della sentenza 331. L’esecutorietà ope legis delle sentenze di primo grado favorevoli al lavoratore, inibitoria ed appello con riserva di motivi 332. La rivalutazione monetaria dei crediti di lavoro: profili sostanziali e processuali dell’art. 4293 c.p.c. 333. Le ordinanze di pagamento di somme ex art. 423 c.p.c. 334. Caratteristiche generali dell’appello nel rito del lavoro 335. Il ricorso in appello, l’instaurazione del contraddittorio, la costituzione del convenuto e l’appello incidentale 336. Nuove domande, nuove eccezioni e nuove prove in appello 337. L’udienza di discussione. Il contenuto e l’efficacia delle sentenze d’appello 338. Cenni sul ricorso per cassazione e le altre impugnazioni 339. L’intelaiatura del decreto legislativo e il contenuto della delega 340. Cenni sul suo ambito di applicazione 341. La disciplina del nuovo rito speciale a cognizione piena 342. Atto di citazione, comparsa di risposta, memoria di replica dell’attore, controreplica del convenuto, ulteriori repliche 343. Le preclusioni in punto di domande, eccezioni e prove 344. L’istanza di fissazione dell’udienza 345. La fase che va dalla designazione del giudice relatore al deposito del decreto di fissazione dell’udienza di discussione 346. Il problema del processo con pluralità di parti 347. Il contenuto del decreto di fissazione dell’udienza 348. Nullità della notificazione della citazione, integrazione del contraddittorio e “irregolarità” ex art. 182 c.p.c. 349. Le attività da svolgersi nell’udienza di discussione 350. L’insorgere di questioni pregiudiziali di rito o di merito astrattamente idonee a definire il giudizio 351. L’istanza congiunta di fissazione dell’udienza 352. Il processo contumaciale e la cauta introduzione della ficta confessio 353. La disciplina degli interventi volontari 354. Il giudizio d’appello 355. Rilievi critici sul giudizio d'appello 356. Il c.d. procedimento sommario di cognizione 357. Le novità in materia cautelare 358. Le novità in materia di provvedimenti camerali 359. Novità in tema di arbitrato 360. Il tentativo di conciliazione

 

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